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Segreteria Provinciale Metalmeccanici Terni

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INCONTRO A STRASBURGO E FUTURO AST_TERNI

E’ bene rilevare, dopo la missione al parlamento europeo di Strasburgo, che non possiamo che confermare quanto fondamentale sia stata fondamentale la collaborazione e sensibilità verso la nostra acciaieria da parte dell’On. Roberta Angelilli.

Se non era in piedi il nostro percorso iniziato due anni fa con l’europarlamentare , non sarebbe accaduto mai di poter arrivare all’incontro con il Commissario Almunia e presenziare con una nostra folta delegazione alla presentazione del Piano europeo dell’Acciaio.

Ora che tutti sono saliti sul carro dei vincitori, e che hanno toccato con mano l’importanza della presenza nelle istituzioni europee, dopo aver per anni ignorato il nostro lavoro.


L’ottima organizzazione della giornata dello scorso 12 giugno al Parlamento Europeo di Strasburgo, dove è stato dato il massimo risalto alla vertenza dell’acciaieria di Terni, ha permesso di innalzare il livello di attenzione sulla nostra vertenza.

I tre incontri programmati hanno rappresentato, seppur ancora nell’incertezza del futuro del nostro sito industriale, certamente una vittoria politica e una conferma che quando si lavora in sinergia l’Italia può confidare nelle istituzioni che la rappresentano.

La delegazione UGL in missione a Strasburgo per presentazione Piano Europeo dell’Acciaio e per incontro con parlamentari Europei italiani e con il Commissario alla Concorrenza Jaquin Almunia era composta da: Daniele Francescangeli, Daniele Fioretti e Alessandro Dimiziani.

1) Presentazione Piano Europeo dell’Acciaio

Questo primo incontro non era la priorità per la nostra problematica, ma sicuramente rappresenta un punto di partenza fondamentale per rilanciare la siderurgia italiana ed europea. Era da 25 anni che l'Europa non si ricordava dell'esistenza della siderurgia.

Tante le opportunità contenute nelle linee guida esposte dal Commissario all’Industria Tajani per garantire al settore un quadro normativo il più favorevole possibile, sia nel settore ambientale sia in quello commerciale e per sostenere l'innovazione e assicurare costi dell'energia che siano convenienti, così come aiutare la riqualificazione e la formazione professionale. Secondo l'Ocse, la produzione di acciaio dovrebbe salire a 2,3 miliardi di tonnellate entro il 2025, da circa 1,9 miliardi oggi.

Quindi “ ci sono ottimi presupposti”!

Fondamentale il fatto che l’action plan si ripromette di contrastare le pratiche commerciali sleali e che dalle linee guida si può evincere che vi è la possibilità di usare denaro pubblico, attraverso la Bei e diversi fondi europei. Addirittura si è parlato di Erasmus per i dipendenti!

Un altro aspetto positivo dell’Action plan sono le misure di protezione sul rottame, che è l’unica miniera di cui disponiamo, dagli acquisti di turchi, cinesi e americani. D'ora in poi, l'export di rottame sarà appesantito da un duty pari al contributo Co2 in esso contenuto. Questa quota finanzierà un fondo per favorire la riduzione delle emissioni.

Di tutte queste “chiacchiere” poi si dovrà passare ai fatti. Quindi dopo l’adozione al Parlamento Europeo e nei singoli Stati europei interessati è stata individuata la possibilità di formare un Consiglio Europeo delle competenze per industria dell’acciaio, una task force per il monitoraggio dei fondi UE nei processi di ristrutturazione e la costituzione di un Gruppo di Alto livello sull’Acciaio. Sicuramente noi dell’UGL saremo in stretto contatto con l’on. Angelilli e l’on. Tajani per essere sul pezzo in merito a queste ultime proposte e se possibile partecipare ai gruppi di lavoro.


2) L’incontro della delegazione Ternana con i Parlamentari europei e il Commissario Tajani

Questo incontro è servito maggiormente a far conoscere la nostra problematica a tutti i nostri rappresentanti al PE. Il problema Terni, come qui in Italia, era inquadrato più su una problematica dovuta alla crisi generale della siderurgia piuttosto che una vera e propria congiura politica e sociale contro Terni e l’Italia e che tutti i problemi sono stati creati proprio da chi ci doveva difendere, cioè dall’organo europeo. Diciamo che da parte di tutti c’è stato l’impegno di tenere sotto pressione la Commissione Antitrust riguardo ai tempi di vendita e che quella di Terni è una battaglia di livello internazionale dove c’è da difendere non solo l’interesse di un territorio ma di una nazione intera con le sue produzioni strategiche.

Inoltre l’on. Tajani si spenderà all’interno della Commissione per il cambiamento delle regole che hanno incastrato la vertenza dell’AST, adeguandole ai tempi odierni anche se ci sono molti gruppi politici nord europei contrari. Ma la competitività italiana la devono difendere.

3) Incontro con il Commissario alla concorrenza Joaquin Almunia

Al Commissario alla Concorrenza è stata espressa tutta la preoccupazione sia per la competitività del sito che sta perdendo capacità produttiva e mercato sia per la tenuta sociale della nostra comunità. Sono stati richiesti tempi brevi e certi per la vendita, oltre ad un’azione di controllo e monitoraggio più stringente da parte della commissione stessa. E’ stata anche avvertita la Commissione che se il ritardo dei tempi dovesse danneggiare l’AST, sarà chiesto un risarcimento danni contro la stessa commissione nelle sedi opportune.

Le conclusioni sono contenute nel comunicato già diramato dall’UGL e che hanno portato anche a delle novità sorprendenti, come la presenza di una sola offerta vincolante (quella di Aperam) mentre fino a d oggi sia al MISE che in azienda si era parlato di due.

Almunia ha confermato la concessione della proroga sui tempi di vendita da parte di Outokumpu , proroghe che in queste transazioni sono assai comuni, ma ha anche dettato delle condizioni e regole ferree a cui i Finlandesi dovranno attenersi:


  • Qualora la vendita non si risolverà nei tempi concessi (purtroppo non comunicati perchè coperti da accordi di riservatezza tra le parti), la Commissione Antitrust attiverà il Trustee che è un garante che procederà direttamente alla vendita;

  • Le produzioni di AST alimenteranno la linea del Tubificio grazie all`accesso alla rete commerciale di Outokumpu;

  • La salvaguardia Finanziaria di AST dovrà realizzarsi con un aumento del Capitale Sociale immediato.

  • La proroga concessa ad Outokumpu è una sorta di ultimatum non prolungabile, dopodichè sarà attivato il Trustee.


E’ fin troppo chiaro il ruolo finora marginale del governo italiano in questa vertenza. La stessa assenza a Strasburgo di rappresentanti del governo la dice lunga sulla latitanza sia d’impegno che di competenze in un settore strategico come l’acciaio.

Anche se con questa missione la vertenza AST comincia ad essere seguita dai media, anche a seguito degli scontri della manifestazione, è necessario alzare ancora l’attenzione.

Da notizie di ieri sembra che ci sia un filo diretto con il governo e la Commissione europea affinché l'azienda sia tutelata e con essa i livelli produttivi e occupazionali. I ministri Zanonato e Moavero, che si sono sentiti ultimamente, sono in contatto quotidiano con la Commissione, impegnata a sua volta in prima persona per accelerare il più possibile i tempi di acquisizione. Lo stesso presidente della Commissione Ue, Manuel Barroso, è a conoscenza della vicenda ed è tenuto costantemente al corrente della situazione. Occorre ricordare che tra le condizioni imposte del commissario Joaquin Almunia, c'è anche la capitalizzazione dell'azienda da parte di Outokumpu: uno dei paletti fondamentali fissati proprio per non farle perdere valore durante questa fase di transizione non facile ma che, con il contributo di tutti, va risolta. Ma c’è da lavorare!

E’ necessario monitorare il monitor trustee europeo affinché tutto ciò che è stato detto si realizzi immediatamente altrimenti, sono solo parole. Bisogna assolutamente creare un’agenda di cose da fare su quanto detto al MISE 15 giorni fa e quanto detto a Strasburgo da Almunia. La task force deve partire subito e il tavolo non più al MISE ma al Palazzo Chigi.

La riunione la deve indire il Presidente Enrico Letta con il suo sottosegretario! Solo così possiamo dare un valore al lavoro svolto fino ad’oggi! E il tempo dei tavoli degli attori minori è finito! E le chiacchiere stanno a zero. Se vogliamo salvare l'acciaieria, dobbiamo muoverci subito!






Il Segretario

Daniele Francescangeli


Segreteria Provinciale Metalmeccanici Terni

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Comunicato stampa

Chi è il nuovo gruppo proprietario di Ast?

L’ Ugl Metalmeccanici Terni pone serie considerazioni in merito a  ciò che si legge nella nota Ansa Outokumpu: “ …Le offerte che abbiamo ricevuto finora non sono accettabili: stiamo lavorando con la Commissione Ue per una soluzione che rispetti sia gli interessi di Outokumpu sia le richieste dell'Antitrust di Bruxelles”.

E’ veramente deprimente e surreale che a distanza di un anno e mezzo i lavoratori del polo siderurgico Ternano, dopo tutti i percorsi istituzionali, politici e economico-finanziari, ma soprattutto in seguito ai sacrifici fatti, arrivino al traguardo con un pugno di mosche in mano.

L'ambiguità  da parte dei finlandesi di Outokumpu è riportata dai fatti e quindi dalle azioni che penalizzano a nostro parere le Acciaierie di Terni. Questa è certamente una notizia nuova che cambia il quadro di riferimento che si aveva fino a ieri. Ora però si tratta di capire bene la portata dell’intera operazione per poi dare un giudizio definitivo rispetto agli obiettivi e allo sviluppo del sito ternano.

Alla luce di questa notizia è ancora più importante che la presidente della Regione, Catiuscia Marini, chieda al tavolo di Palazzo Chigi di interessarsi immediatamente della questione in modo da capire bene il significato di questa operazione. Questa è la richiesta che formuliamo ufficialmente per dare immediatezza alle paure che coinvolgono i lavoratori e i cittadini ternani. Del resto le parole del sottosegretario De Vincenti non rassicurano visto che non ha palesato la volontà di passare la mano al tavolo della Presidenza del Consiglio.

Intanto lo stabilimento ternano nei fatti non rifornisce più i semilavorati agli stabilimenti in Cina, Messico e Stati Uniti con una diminuzione di circa il 20% dei volumi. Ricordiamo che è da circa tre anni che i bilanci di fine anno terminano in perdita e di pari passo e i lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà non tenendo conto dei premi di produttività che di fatto si prendono sporadicamente in maniera ridotta! Forse questa è la motivazione per cui l'accordo preliminare è stato discusso solo con il sindacato tedesco della Ig Metal senza coinvolgere le parti sociali italiane?

L’Ugl fin dall’inizio della vicenda è stata molto critica con Inoxum e Outokumpu e successivamente con la Commissione Antitrust perché  chiedevamo un confronto sindacale al pari delle altre aziende interessate dalla vendita rivendicando un accordo sindacale che gettasse le basi di un futuro per i dipendenti e per il sito ternano. Proprio in quel frangente la UGL si è mobilitata per fare ricorso alla commissione UE cercando in tutti i modi di renderlo fattivo coinvolgendo tutte le organizzazioni sindacali ma, per motivi non ben definiti,  non si è riusciti a concretizzarlo!

A nostro avviso in conclusione tre sono i punti fondamentali su cui concentrarsi nei prossimo giorni.

1) Lavorare per una netta “Inversione ad U” da parte di Outokumpu in merito a quanto dichiarato nei giorni scorsi e cioè che “… il termine ultimo per finalizzare la cessione del sito umbro, inizialmente previsto per inizio maggio, è stato esteso e precisa di aver concordato con Bruxelles e con le parti coinvolte nel processo di non rendere noto alcun dettaglio del percorso”.

Quindi tempi ristretti e decisioni immediate per non depotenziare il nostro sito, vendita integrata e massimo coinvolgimento del governo italiano e delle organizzazioni sindacali alle decisioni che verranno formulate da qui in avanti sia dalla multinazionale che dalla Commissione Antitrust.

2) Qualora dovesse continuare l’empasse riguardo al passaggio della vertenza dal MISE alla Presidenza del Consiglio, le istituzioni umbre e i sindacati nazionali si mobilitino con azioni anche forti e a tutti i livelli. Non escludiamo una proposta choc alle istituzioni umbre di presentarsi a Palazzo Chigi per la festa del 2 giugno della Repubblica con i testa i Presidenti Marini e Polli, il Sindaco Di Girolamo e tutti i sindacati.

3) Infine la nostra proposta da rivolgere unitariamente a tutte le forze sindacali: inviare una lettera alla Commissione Antitrust dove denunciamo il comportamento scorretto di Outokumpu che non riconosce AST come una sua azienda vista la perdita di volumi e il mancato riconoscimento del premio produzione, nonché l’emarginazione del sito di Terni dalle priorità dell’azienda finlandese.

Ci riteniamo pertanto pronti anche ad un eventuale ricorso o ad un incontro con la stessa Commissione Antitrust per far valere i nostri diritti in tutte le sedi.

Terni 24.05.2013

Il segretario

Daniele Francescangeli






Segreteria Provinciale Metalmeccanici Terni

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Comunicato stampa

La segreteria provinciale dell’Ugl, ritiene opportuno esprimere la propria posizione in merito a quanto sta accadendo in questa delicata fase per la nostra acciaieria, dove vengono divulgate informazioni di ogni tipo sulla delicata vicenda del sito siderurgico di AST. In questo passaggio storico per la città, riteniamo di dover mantenere i nervi ben saldi senza falsi allarmismi, ma è fuori dubbio che dovremmo essere vigili e incalzanti sulle questioni strategiche di questa vertenza.

Apprendiamo con soddisfazione la notizia della convocazione da parte del MISE prevista per il prossimo 30 aprile anche se dobbiamo annotare, tornando a memoria all’ultimo incontro tenutosi al Ministero lo scorso gennaio, siamo in notevole ritardo sulla tabella di marcia in quanto il governo aveva preso degli impegni ben precisi per una sicura convocazione prevista per metà marzo, prima della presentazione delle offerte vincolanti. Forse tutti gli attori territoriali avrebbero dovuto “lavorare ai fianchi” il MISE con più convinzione per accelerare gli incontri.

Comunque martedì prossimo sarà prioritario capire le caratteristiche industriali di presenza sul mercato globale, la conoscenza delle volontà strategiche di questi gruppi nel settore degli acciai inox, gli impegni che assumeranno per la ricerca e l’innovazione e le strategie occupazionali.

E proprio sulle strategie occupazionali, nell’incontro dello scorso gennaio, mettemmo subito in evidenza la mancata risposta del board finlandese alla nostra precisa richiesta di chiarimenti in merito alle politiche occupazionali, in merito al quale si rinviava al prossimo incontro.

Collegando questo fatto alle recenti notizie circolate sui quotidiani locali sui paventati tagli di posti di lavoro, viene con sé l’urgenza di ritornare sulla questione per i dovuti chiarimenti, affinché, come ribadito unitariamente con le altre segreterie sindacali territoriali Fiom Fim Uilm e Fismic, si vigili su tutte le informazioni che circolano riguardanti il processo di vendita per evitare possibili inesattezze che potrebbero danneggiare il sito siderurgico ternano.

La UGL sta seguendo anche le altre tematiche non meno importanti che devono essere monitorate comunque per mantenere competitivo il nostro territorio. Prendiamo atto con soddisfazione del buon risultato ottenuto la scorsa settimana nella Plenaria di Strasburgo dai nostri interlocutori europei in primis l’On. Roberta Angelilli e l’On. Amalia Sartori che, come dimostrato nell’incontro dello scorso settembre a Terni con la dirigenza Ternana di AST, hanno dedicato sempre una grande attenzione alle sorti della nostra acciaieria.

La votazione di Strasburgo ha sancito il rinvio della modifica del sistema di scambio di emissioni ETS (Emission Trading Scheme) voluta dalla Commissione, il cosiddetto Backlouding. Una modifica contestata sia dai nostri rappresentanti europei sia da FEDERACCIAI in quanto tale proposta degli ambientalisti nordeuropei potrebbe comportare un marcato aumento dei costi per l’industria energivora come la siderurgia e non solo. Togliere 900 milioni di certificati di emissione di CO2 potrebbe significare un’ulteriore tegola per i costi di approvvigionamento energetico.

Attendendo fiduciosi l’esito dell’incontro di martedì al MISE, invitiamo tutte le istituzioni locali, nazionali ed internazionali, ad una maggiore attenzione affinché si possa procedere in piena serenità e con la massima chiarezza e trasparenza alla risoluzione della vertenza AST senza la perdita di posti di lavoro e con il mantenimento del sito integrato, elemento funzionale per la strategicità della storica acciaieria Ternana.

Auspichiamo da parte di tutti, occhi aperti e orecchie diritte anche nella imminente approvazione del Piano strategico per l’acciaio prevista per il 5 giugno prossimo a Bruxelles, affinchè vengano tutelate in primis le produzioni di qualità come quelle della nostra acciaieria e dove vogliamo verificare il vero volto dell’Europa con la quale abbiamo a che fare.

Terni 24.04.2013

Il Segretario Provinciale

Daniele Francescangeli


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Comunicata stampa

Terni, 7 Novembre 2012


A seguito del pronunciamento dell’Antitrust Europeo sulla fusione Inoxum/Outokumpu avvenuto oggi a Bruxelles, esprimiamo forte delusione e preoccupazione per le decisioni assunte che fanno presagire uno scenario ancor più incerto per la nostra acciaieria.

A nostro avviso nonostante i tentativi di mediazione eseguiti con la massima riservatezza sia dal governo italiano che dai nostri parlamentari europei per salvaguardare un sito strategico non solo per il nostro territorio ma per l’intero paese, il pronunciamento dell’Antitrust non sembra aver sgomberato il cielo dalle nubi dell’incertezza per il futuro dei lavoratori ternani.

E nonostante l’impegno profuso dai nostri parlamentari europei e dalla Commissione ITRE presieduta dall’on. Amalia Sartori, che proprio ieri l’altro aveva approvato una interrogazione sulla siderurgia europea votata all’unanimità, siamo ancora qui a parlare di dubbi e incertezze per quello che è uno dei siti industriali all’avanguardia d’Europa ubicato in uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea.

Pertanto siamo in linea con le osservazioni dall’onorevole Roberta Angelilli, da sempre vicina e attenta alle problematiche dell’acciaieria di Terni, che espone tutta la sua preoccupazione per quanto deciso oggi dall’Antitrust che rischia di compromettere il futuro delle acciaierie ternane in nome di regole sulla concorrenza vecchie di 50 anni che impongono un'ottusa intransigenza normativa all' interno del mercato europeo e allo stesso tempo spalancano le porte alle merci extra comunitarie prodotte a condizioni e secondo standard non comparabili con quelli comunitari in termini di qualità, tutela dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, fino a situazioni di sfruttamento della manodopera minorile e violazione dei diritti umani.

Ora attendiamo di conoscere nel dettaglio le valutazioni dell'Antitrust europeo che sono contenute nella relazione della Commissione, ma è opportuno che i nostri parlamentari richiedano al Commissario Almunia di riferire in aula a Strasburgo nella prossima riunione.

E’chiaro che come UGL siamo fortemente preoccupati per la continua mancanza di chiarezza da parte delle due società Inoxum e Outokumpu, e per l’ennesima prova di un Europa ormai non più Madre di una equa solidarietà tra gli stati membri ma Madrina di un sistema di potere basato sul diktat dettato dallo stato più forte che per tutelare i propri interessi calpesta i diritti degli altri stati.

L’UGL Terni giudica quindi insostenibile questa situazione e ritiene che sia giunto il momento di alzare la testa e la voce sia come OOSS sia come governo al fine di difendere gli interessi italiani. Rimarchiamo e sottolineiamo che il Tubificio non può essere disconnesso da quello che è il complesso integrato della nostra acciaieria. Quindi per rendere strategico il polo siderurgico ternano il Tubificio non s’ha da toccare!!

L’UGL sosterrà tutte le iniziative di lotta anche eclatanti che nei prossimi giorni saranno decise unitariamente alle altre OOSS.


Il segretario

Daniele Francescangeli



Ringraziamento Conto di Solidarietà Vertenza Ast

Il Comitato denominato “SOLIDARIETA’ VERTENZA AST” istituito senza

alcun scopo di lucro, ringrazia tutte le persone, i soggetti privati e

istituzionali, le associazioni che a vario titolo hanno contribuito alla raccolta

di fondi volontari per sostenere le diverse iniziative inerenti la vertenza delle

Acciaierie.

Quella cominciata nel 2014, è stata infatti una mobilitazione che ha coinvolto

non solo i lavoratori diretti e indiretti che operano all’interno del sito

produttivo Acciai Speciali Terni, ma un intero comprensorio che ha sostenuto

le iniziative che di volta in volta sono state organizzate.

La risposta arrivata in termini di solidarietà è stata importante e ha

contribuito a rendere la vertenza ternana come una tra le più importanti degli

ultimi trent’anni di storia industriale e sindacale italiana.

Terni, 22 gennaio 2015

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